Mi sono seduta in una carrozza quasi vuota vicino a una ragazza che mi ha chiesto di sistemarle la valigia perché si era tolta il gesso da poco e non ce la faceva. Arrivati a Parma appaiono i controllori che ci fanno spostare perché a quanto pare eravamo in prima classe e non nella seconda che avevamo pagato. “Mi sa che pago il supplemento” mi dice lei e le dico “guarda che se è per non chiedermi di tirare giu la valigia non c’è nessun problema”. Quindi finisce che ci trasciniamo dietro le mille valigie post natale per tutti i vagoni pieni, nel tragitto incontriamo anche un ragazzo che ci fa strada e tiene aperta ogni porta. Alla fine troviamo posto nell’unico vagone senza aria calda e ci sediamo tutti e tre vicini. Ci lamentiamo della temperatura come i peggio anziani, parliamo per un’ora e mezza di quello che facciamo nella vita e insultiamo tutti quelli che ci fanno incazzare soprattutto Trenitalia.
Giovanni ha 27 anni e fa l’attore a Düsseldorf, gli hanno chiesto di lavorare in un teatro ma lui vuole lavorare nel cinema e si lamenta di quelli che hanno i followers anche se lui non ha i social.
Giulia invece ha 23 anni e lavora nella moda e odia tutto quello con cui ha a che fare come le modelle che non sanno chiamarsi un taxi da sole o i suoi capi che le parlano usando lo slang da truzzo in discoteca.
Giulia sa già cosa fare a Capodanno (anche lei a Düsseldorf, guarda te il destino) ma non sa ancora se scendere a Milano Lambrate o Milano Centrale. “Se scendi in Centrale ci prendiamo un caffè” dice Giovanni.
Io scendo a Lambrate ringraziando per il viaggio in treno più bello che io abbia mai fatto.
Mi piace pensare che si siano presi un caffè e si siano scambiati i numeri di telefono, sarebbe l’inizio della storia d’amore più bella di tutte.